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An interdisciplinary theatre piece about communication, technology and its paradox
By Silvia Girardi

Performed by Silvia Girardi on stage and Giuliano Pirotello on screen
In collaboration with: poet Allison DeLauer, Film Collective Cinematique, choreographer Folawole, musician Matt Venuti, digital artist Tim Roseborough, costumes Sara Mezzanzanica.

What have you always wanted to say... but…?

We in the digital vortex, alone-together: the paradox of the tecnological progress

We seek to give voice to a collective untold


All I Wanted To Say is a multidisciplinary journey through theatre, dance, poetry, film, digital art, and music that explores both how we “choose” to communicate in the Digital Era and how these modes have transformed through time. A close look at the poetry, letters, text messages, and emails we all send can reveal how much remains untold.

All I Wanted To Say presents a reflection on technology’s major role in how, when, and what we say. Through a collage investigation of new and found texts as they intersect with projection, voice-over, chat room artifacts, and performance dialogue, we seek to immerse the audience in a bath of language and image that traverses communication and poetic expression over time and genres.

Few would argue that the online social networking obsession has offered a mixed blessing: it paradoxically creates and sustains community while fomenting a viral gathering of superficial relationships. The mundane objects that characterize our digital lives are both sacred and profane. But in the end these tools are in service to the connection we all long for. The words we send into the ether as a whisper, a text message, or handwritten on paper, all seek the abstraction of presence.

The piece is staged with one live actress and a Milan based interactive actor recorded on screen. The two characters represent male and female archetypes and all the variable possible nets of relationships.Throughout the creation process we wish to challenge the ensemble work parameters. Can technology bring international artists together without necessarily sharing a rehearsal space? Can we rehearse via Skype or Ustream or Dropbox and yet maintain vibrant interactions among the collaborators? Can FB feedbacks from our virtual audience inform our process? The piece is as much a comment on the media we use in life and on stage, as well as the content of those communications.

Braced against narrative with an emphasis on the emotional and evocative component we will use new texts in Italian and in English, interviews, letters from historical figures, chat rooms conversations, Twitter and Facebook status updates, words from Sappho, Bertold Brecht, Amy Lowell, Samuel Beckett.


 

COLLABORATORI

Poet Allison DeLauer

Film Collective (Milan) Cinematique

Lighting Designer Brendan Aanes

Sound and projections Micheal Shiono

Choreographer Folawole

Musician Matt Venuti

Photo by Seng Chen

Digital Artist Tim Roseborough


                          


 

PRESS

San Francisco 2012  Red Poppy Art House, The Garage, FuryFactory Festival - Noh Space Theatre, Kunst-Stoff Arts Fest
Europe 2012/13 
Verona, Modena, Milano, Berlin




ALL I WANTED TO SAY - una performance interdisciplinare sulla tecnologia, la comunicazione e i suoi paradossi
Di Silvia Girardi


Con Silvia Girardi in scena e Giuliano Pirotello su schermo
In una collaborazione internazionale con:  poetessa Allison DeLauer, film collective Cinematique - Milan, coreografo Folawole, video Seng Chen, artista digitale Tim Roseborough, musicista Matt Venuti, costumi Sara Mezzanzanica.

Tutto quello che avresti sempre voluto dire... ma...?
Noi, nel vortice digitale, soli-insieme: il paradosso del progresso tecnologico.
Dare voce ad un collettivo inespresso.

All I Wanted To Say e’ un viaggio multidisciplinare attraverso il teatro, la danza, la poesia, il video, l’arte digitale e la musica che parla del come “scegliamo” di comunicare nell’era digitale e di come questi mezzi siano cambiati nel tempo. Uno sguardo più accurato alla poesia, alle lettere, agli sms, e alle email che inviamo, rivela quanto rimane non-detto.

All I Wanted To Say offre una riflessione sul ruolo dominante che ha assunto la tecnologia nel come, quando, e in quello che diciamo. Un collage di testi nuovi ed esistenti con l’interazione di video, di voice-over, di chat rooms trasposte, e di dialogo in scena, immerge il pubblico in uno spazio evocativo che ripercorre la comunicazione e l’espressione poetica nel tempo e nei generi.

Molti concorderebbero nell’affermare che l’ossessione dei social network sia una benedizione sotto mentite spoglie: paradossalmente unisce ed alimenta la comunità e allo stesso tempo fomenta l’accumulo virale di relazioni superficiali. Gli oggetti mondani che caratterizzano  le nostre vite digitali sono sia sacri che profani. Ma alla fine questi strumenti non sono che al servizio di quel contatto vero al quale si aspira. Le parole che mandiamo nell’etere come un sospiro, un sms, o un messaggio su carta, non sono che alla ricerca di una presenza.

Questa performance e’ interpretata da un’attrice in scena  e da un attore interattivo su schermo. I due personaggi rappresentano gli archetipi femminile e maschile in diverse varianti di relazioni interpersonali (amanti, fratelli, studenti, genitori...). Attraverso questo processo creativo sfidiamo i parametri del lavoro d’ensemble. La tecnologia può favorire l’incontro di artisti internazionali che non condividono una sala prove comune? Possiamo provare via Skype o Ustream o Dropbox e allo stesso tempo mantenere viva l’interazione tra i collaboratori? I commenti su Facebook dal nostro pubblico virtuale possono arricchire il nostro processo creativo?

Questo spettacolo propone un commento sui media che utilizziamo nella vita e sul palco, sia una riflessione sul contenuto della comunicazione. Con un'enfasi sulla componente emotiva ed evocativa piuttosto che su una narrazione lineare, utilizziamo testi in italiano ed inglese, interviste, lettere di figure storiche, conversazioni in chat, aggiornamenti da Twitter e Facebook, versi di Saffo, Bertold Brecht, Amy Lowell, Samuel Beckett.

 

 
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Wednesday 17 September 2014